Castel Velturno:
la residenza estiva dei principi vescovi

    Il Castello di Velturno è uno dei meravigliosi monumenti ancora oggi esistenti che fu di proprietà dei principi vescovi di Bressanone. L’edificio risalente al tardo XVI secolo è rimasto sorprendentemente intatto fino ai giorni nostri superando persino la Hofburg di Bressanone per ciò che concerne le decorazioni parietali.

    Fino alla secolarizzazione la residenza appartenne al Principato di Bressanone per poi passare al governo austriaco e poco dopo a quello bavarese. In occasione di una vendita all’asta, l’oste di Chiusa, Jakob Wegleiter, acquistò la tenuta che utilizzò per la sua locanda Mondschein. Elisabeth Regele, vedova del medico Peter Paul Regele, vendette la proprietà nel 1822 al barone Anton von Goldegg che si adoperò con grande impegno per migliorare le condizioni della residenza. Nel 1875 suo figlio Hugo cedette Castel Velturno al principe Johann von Lichtenstein, che nel 1904 lo donò al Comune di Bolzano. Date le pessime condizioni in cui versava l’edificio al tempo, si avanzò l’ipotesi di rimuovere la boiserie della Stanza del Principe e di trasferirla nel Museo Civico di Bolzano, progetto che fortunatamente non fu mai realizzato. Negli anni a seguire il palazzo fu inopportunamente adibito ad asilo nido, scuola, centrale telefonica e teatro. Nel 1979 il prezioso immobile divenne proprietà dell’Alto Adige e tra il 1980 e il 1983 fu restaurato e risistemato in modo esemplare. Oggi è considerato il più prezioso monumento dell’Alto Adige.

    In quanto tale Castel Velturno è innanzitutto un patrimonio culturale adibito a museo che tra i mesi di marzo e novembre apre le sue porte al pubblico.